Lunedì mi trasferirò a Napoli, cambiando quasi del tutto abitudini e vita. So che è tanto che non scrivo su questo blog, ma a dire la verità non me ne frega un po’ meno di niente, per ora. Sono tante cose che mi mettono paura nel capoluogo, a parte lo stare totalmente da solo a pensare a me stesso.La paura di fallire, di non avere persone che ti sono vicine incondizionatamente da quello che fai…e giustamente mi farete notare che queste cazzo di paure le hanno tutti. E vabbè.
In ogni caso la vita non è fatta di preoccupazioni e cazzate del genere, ma bisognerebbe saperlo alla nascita che ogni singolo secondo della tua vita sarà accompagnato da una preoccupazione indistinta, come se muovendoti in una strada deserta e senza luci a preoccuparti fosse il vento e non il pericolo d’essere investito.
Secondo me ogni persona ha delle preoccupazioni che esulano dalla propria vita e dai propri avvenimenti.Quasi come se a preoccuparci fosse l’essere nati e non la paura della morte.Dunque ci estraniamo da essa pensando che pagare le tasse sia una preoccupazione oppure che passare un pomeriggio a fare quello che si vuole sia riprovevole, nonostante si abbiano tante cose da fare.
Evidentemente non è così, e non perchè passare un pomeriggio a cazzeggiare sia corretto, ma perchè non deve mai essere quello la fonte di preoccupazione primaria della vita, altrimenti siamo fottuti.Abbiamo una vita tanto insipida da farci preoccupare da cose di così poco conto che mi sento quasi in difetto nei confronti di chi soffre davvero e di chi ha problemi veri.
Boh.
Forse quello che scrivo non ha molto senso e sto mischiando le emozioni facendole uscire alla rinfusa attraverso le parole, ma in effetti è quello che penso.
Non si può passare la vita a fare quello che non si vuole, perchè è già breve.E io vorrei semplicemente che la mia vita si delineasse, che non avessi quella paura indistinta che sembra una nebbiolina ad altezza viso che mi impedisce di vedere quello che devo fare, e riesco a vederlo solo abbassando le mie aspettative e il tempo che devo aspettare per riuscire a comprendere cosa debba fare tra 3 anni o 10.
Ma in teoria questo nemmeno mi preoccupa più di tanto…forse il problema è che sublimo la paura pensando che sia dovuta a chissà cosa, ma forse non è così…è solo una sensazione che ti accompagna per tutta la vita, come la fame o il sonno , e bisogna farci l’abitudine in maniera tale che risulti impossibile descriverla.Forse mi è già accaduto.
Sapreste descrivere la fame, ad esempio? Io no.
Forse è per quello che scrivo in maniera così confusa e non riesco a spiegarmi.
E secondo me la verità è che noi non possiamo comprendere nulla della nostra vita, siamo costretti a viverla giorno dopo giorno senza avere il tempo di assaporarla.Io sono già morto, per quanto mi riguarda.La vita scorre troppo velocemente per i miei gusti.Ed è chiaro che non è questione di porsi obbiettivi (o obiettivi-si può scrivere in entrambi i modi) che magari rispetteremo o meno.La cosa è del tutto indifferente.Per me il futuro non esiste.Esiste solo il presente perchè è l’unico che riesco a concepire e ho sinceramente paura di avere un presente dove soffro oppure un futuro dove non sono sicuro di quello che farò/sarò.
La vita è veloce come una cazzo di sigaretta.Termina presto e ti lascia solo l’amaro in bocca. Per questo ho deciso di smettere, per la seconda volta. Non so se di fumare però.
E’ solo monotonia preoccupante.
O preoccupante monotonia.